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Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna

Gio. Apr 16th, 2026
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2025

Il libro nasce dalla testimonianza rilasciata dal comandante Italo, ossia Anello Poma, che prese parte alla Guerra civile spagnola nelle fila delle Brigate internazionali, fu internato in Francia e confinato a Ventotene, si distinse come uno dei principali protagonisti della Resistenza in Italia ed è stato interprete autorevole di quel «vento del Nord» che, nel Pci, dovette soccombere al cospetto della ragion di Stato togliattiana. L’anno della testimonianza è il 1996, quando l’allora presidente della Camera Luciano Violante disse che bisognava sforzarsi di capire i ragazzi che si schierarono dalla parte di Salò. Per il comandante Italo fu l’occasione di ricostruire il suo dissenso, che risale al periodo della Resistenza e del dopoguerra. Nella sua indignazione rispetto alle dichiarazioni di Violante, dunque, Poma incarna l’eredità delle vecchie generazioni di comunisti, di antifascisti e di partigiani.

«Se il mio paese è in guerra, in questo caso contro la Germania, e io mi arruolo in una unità militare che combatte al servizio dei tedeschi, io combatto contro il mio paese e quindi io compio un atto di alto tradimento. Non c’è da capire niente. L’unica cosa da fare: o lo fucili, perché ha compiuto atto di alto tradimento, oppure – come si è fatto immediatamente dopo la Liberazione – il governo emana un provvedimento di amnistia e questi vengono perdonati, quindi c’è il perdono, punto e basta. Non c’è da capire niente. Dopodiché la partita è chiusa e l’aprirla è una follia, è un qualcosa che noi non comprendiamo».

 

Di admin