Il 27 marzo, nella sala G. Fanti, presso la sede della Regione Emilia Romagna, il presidente De Pascale ha accolto gli eredi dei volontari antifranchisti emiliano romagnoli per celebrare il riconoscimento della nazionalità spagnola che il primo ministro Sanchez ha riconosciuto, in attuazione della legge sulla memoria democratica, con un decreto del 2022, ai discendenti dei volontari che accorsero in Spagna nel 1936 in aiuto del popolo spagnolo contro il generale fascista Francisco Franco.
Presente anche l’ambasciatore spagnolo in Italia Miguel Fernandez-Palacios. Per onorare questo riconoscimento sono stati consegnati a ognuno degli eredi un quadro con la prima bandiera italiana e una pergamena. Mentre l’ambasciatore spagnolo ha donato una copia della Costituzione spagnola.
Già Dolores Ibarruri nel 1939, a guerra ormai persa, aveva salutato i combattenti volontari con questa promessa: “Non vi dimenticheremo e quando fiorirà l’ulivo della pace… tornate da noi, e quelli di voi che non hanno una patria la troveranno e tutti, tutti troveranno l’affetto e la riconoscenza del popolo spagnolo che oggi e domani griderà: Viva gli eroi delle Brigate internazionali”.
Ad aprire la cerimonia il presidente della Regione De Pascale: “Questo riconoscimento è un gesto di grande valore simbolico che riconosce il merito di aver mantenuto vivi gli ideali di libertà e democrazia dei loro antenati. Ed è un omaggio alle donne e agli uomini che hanno combattuto per un futuro più giusto in difesa di un popolo che non era il loro e che hanno continuato quella lotta in Italia… Il riconoscimento crea un ponte ideale fra la Spagna e la nostra regione, un legame di fratellanza che oggi si rinnova anche nelle sfide comuni… Il sacrificio di quelle donne e uomini richiama tutti noi alla responsabilità di riconoscere ogni ingiustizia ovunque nel mondo: una prova di dedizione alla causa della libertà che richiama i valori della nostra Costituzione e che rappresenta un insegnamento da custodire e trasmettere, per il nostro futuro e per le generazioni che verranno”.
Poi l’ambasciatore spagnolo: “La memoria democratica, fondata sui principi di verità, giustizia e uguaglianza, così rappresentativi della storia della Emilia Romagna, è un presidio fondamentale per evitare che quelle tragedie si ripetano e per rafforzare i valori condivisi tra i nostri paesi.”
A seguire sono intervenuti due rappresentanti dell’Istituto storico F. Parri che hanno ricostruito il quadro storico della guerra civile spagnola, enumerando il patrimonio documentale dell’Istituto.
Poi Italo Poma, presidente nazionale di AICVAS, ha sottolineato il ruolo della Associazione nel promuovere lo studio storico e diffondere i valori che si rifanno a quella esperienza.
Infine è stato dato spazio alle testimonianze degli eredi dei combattenti antifranchisti.
Bruna Tabarri ha ringraziato il presidente De Pascale per la sensibilità dimostrata nel creare questo evento, un ringraziamento va anche all’ambasciatore spagnolo che qui rappresentava il popolo spagnolo. E un grazie anche ad Aicvas che ha seguito gli eredi nel percorso di ottenimento della nazionalità e che tiene viva la Memoria di quei valorosi volontari, perché questo riconoscimento è stato per coloro che lo hanno ricevuto un grande onore e li ha riempiti di orgoglio e di commozione. Ha avuto il valore di un ringraziamento coraggioso verso quei valorosi che accorsero in difesa del popolo spagnolo, uomini e donne che lasciarono mogli e figli e padri e madri. Erano persone comuni, unite da un profondo sentimento antifascista, non erano eroi, ma per i figli e i nipoti sono state persone speciali che fecero azioni straordinarie che, senza chiedere nulla in cambio, si sono battute per i diritti di tutti. Ai figli e nipoti hanno lasciato una eredità di ideali, di valori di democrazia, di uguaglianza e di solidarietà che hanno respirato fin da piccoli. Bruna Tabarri ha citato alcuni combattenti in Spagna: Eugenio Argelli, morto in Spagna; Alberto Ciani, Luciano Caselli, Attilio Orioli, Armando Schiavi; Fausto Pattacini e Ilario Tabarri.
I presenti sono stati: Brunella e Vera Argelli, Oreste Orioli, Lia Caselli con i figli Roberto e Stefano, Bruna Pattacini e Alberto Bertoli, Bruna Tabarri con i figli Andrea e Alessandro e il fratello Sergio Tabarri che hanno ricordato i rispettivi padri e/o nonni.
Giornata che sarà ricordata sempre.
Grazie e onore ai volontari delle brigate internazionali!



