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Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna

Mer. Mag 20th, 2026
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La rassegna è organizzata dall’AICVAS per celebrare, unitamente ad altre iniziative in ambito letterario e artistico, il 90° anniversario della Guerra Civile di Spagna (1936 – 1939), che si sta ricordando contemporaneamente in vari Stati d’Europa, oltreché in Spagna.

La prima presentazione della rassegna, che proseguirà in altre città italiane nel corso dell’anno, avviene a Bologna, nei giorni 5 – 6, 12 –13 maggio, nel cinema Perla, situato a pochi passi dalla Porta di San Donato.

La rassegna include 3 documentari italiani, alla cui realizzazione l’AICVAS ha contribuito sostenendo gli autori ed i produttori indipendenti che li hanno prodotti (per cui è stato redatto un apposito comunicato), ed 8 lungometraggi internazionali, realizzati in un arco di circa 90 anni, vincitori di numerosi Festival e visti nelle sale di tutta Europa, che sono stati idealmente suddivisi in due sezioni, rispettivamente intitolate:

  • Il cinema spagnolo nel periodo franchista: alludere per ricordare
  • Ripensare la guerra di Spagna: lo sguardo di Hollywood, la memoria dell’Europa

Nel primo gruppo sono inseriti tre tra i più celebri film spagnoli dell’epoca, realizzati tra il 1965 ed il 1973 e cioè negli anni in cui il franchismo era saldamente al potere, e il quarto, realizzato nel 1976 (di fatto, girato durante gli ultimi mesi di vita del dittatore Francisco Franco), nella Spagna della cosiddetta “transizione” che non era ancora tornata alla democrazia parlamentare (che arriverà soltanto nel 1978).

Proprio nella straordinaria capacità di racconto, usando metafore e forme trasversali di linguaggio, questi film hanno appunto scelto di “alludere” a quelle situazioni, sentimenti e comportamenti che non era consentito esprimere esplicitamente a causa della censura e della certa condanna per “antifranchismo”, che veniva inesorabilmente erogata da Ministeri, da Tribunali e da un severissimo clima repressivo generale.

L’opera maestra “La Caza” (La caccia) che apre la rassegna martedì 5 maggio, premiata con l’Orso d’Argento come “miglior regista” al Festival di Berlino del 1966, fece conoscere fuori dalla Spagna il nome di Carlos Saura, autore successivamente di veri capolavori, come “Cria Cuervos”, “Bodas de sangre”, “Mamá cumple 100 años” e numerosi altri.
E’ la storia di tre ex falangisti (che erano tra gli effettivi dell’esercito ribelle di Franco contro la Repubblica legittimamente costituita) che si trovano per una battuta di caccia al coniglio selvatico, un giorno di svago che degenera in una spietata resa dei conti.

Il primo film spagnolo a vincere, dalla sua fondazione, il Primo Premio “Concha de Oro” al Festival di San Sebastián fu “El espíritu de la colmena” (Lo spirito dell’alveare), opera prima del regista Victor Erice del 1973, ambientato nel 1940 in un villaggio rurale dove viene proiettato il celebre film Il dottor Frankestein, che colpisce molto una bambina, Ana, che inizierà a porsi il problema del male e della morte, in uno spazio filmico che si converte a sua volta in spazio simbolico della realtà del 1940.

Infine “Las largas vacaciones del ’36” (Le lunghe vacanze del ’36), di Jaime Camino (1976), “schiude lo sguardo su un nuovo scenario, quello dei vinti: parla di loro e li contempla da un punto di vista che era proibito e maledetto fino ad allora” (da Esteve Rimbau, Jaime Camino, la guerra civil i altres historias” Filmoteca de Catalunya 2007).

Idealmente vicino (anche se finalmente libero da censure) a questo modo di racconto cinematografico ‘dal basso’, mantenendo fresco ed incalzante il riferimento ad una delle più odiose pratiche del regime franchista quale fu la cancellazione della cultura popolare e la repressione di ogni tentativo di tenerla viva, si inserisce -75 anni dopo- la meravigliosa storia vera nascosta dietro la vicenda raccontata in “El maestro che prometió el mar” (Il maestro che promise il mare), di Patricia Font (2023), che narra del maestro Antoni Benaiges che nel 1935, giunto in un piccolo e isolato villaggio di Burgos, promise ai suoi scolari, di età compresa tra i sei e i dodici anni, di portarli a vedere il mare per la prima volta nella loro vita.

La seconda sezione racchiude due spettacolari film di Hollywood, un curioso documentario “La maleta mexicana” prodotto in Messico e Spagna da una regista di Los Angeles, Trisha Ziff, dedicato alla mitica valigia (scomparsa per alcuni decenni e poi ritrovata, appunto in Messico) del grande fotografo Robert Capa, ed infine un’opera -molto recente e pochissimo vista, “Frente a Guernica” (unico titolo italiano della rassegna, del 2023)- di due tra i maggiori autori di immagini del cinema d’avanguardia in Italia, come i milanesi Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi.

“Blockade” (Marco il ribelle), girato in California proprio negli anni della Guerra Civile (nel 1937) dal grande veterano William Dieterle, ma soprattutto sceneggiato da John Howard Lawson (uno dei “10 di Hollywood” perseguitati dal maccartismo che imperversava a Hollywood in quegli anni), interpretato da un giovane emergente attore di nome Henry Fonda, evoca sentimenti di solidarietà per le lotte contadine durante la Guerra Civile Spagnola.

E un altro grande regista di Hollywood, Fred Zinnemann (“Mezzogiorno di fuoco”, “Da qui all’eternità”, “Un uomo per tutte le stagioni”, “Cinque giorni un’estate”, “Il giorno dello sciacallo” altri straordinari titoli della sua ampia filmografia), compone un’epica sfida tra due giganti dello schermo, Anthony Quinn (la Guardia Civil) e Gregory Peck (il guerrigliero) nell’affascinante “Behold a Pale Horse” (… e venne il giorno della vendetta) girato nel 1964, proibito in Spagna durante tutto il periodo del franchismo.

In conclusione, una scelta volutamente trasversale, empirica, eterogenea di titoli profondamente relazionati alla Guerra Civile di Spagna … da scoprire o riscoprire, adatti ad ogni tipo di spettatore ma soprattutto da amare dal punto di vista squisitamente cinematografico … senza togliersi di dosso il costante, angoscioso riferimento a quell’immensa tragedia che per tre anni insanguinò la Spagna e per altri 40 ne determinò la terribile sofferenza.

Il disegno originale e la titolazione sono opera del graphic novelist Giuseppe Palumbo.

Per maggiori informazioni:

Catalogo della rassegna: Catalogo Fiesta Breve
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Di admin