Tra la fine di ottobre ed i primi giorni di novembre, il vicepresidente Marco Puppini ha partecipato a due interessanti convegni sulla guerra civile che si sono svolti in Spagna. Il primo è stato il “Primer Congreso – Investigación y memoria de las Brigadas Internacionales” che si è svolto a Barcellona dal 30 al 31 ottobre 2025 presso l’Aula Magna della Facoltà di Geografia e Storia dell’Università promosso dalla stessa Università di Barcellona. In questa occasione Puppini ha partecipato al panel n.3 dedicato ai “Brigadistas al fronte e fuori dal fronte: battaglie, vita quotidiana e interazioni con la popolazione civile”, coordinato da Alfonso Lòpez Borgoñoz, dell’Amical de las Brigades Internacionals de Catalunya, autore di importanti studi sul carcere di Castelldefels. La relazione svolta da Puppini ha trattato il tema “Garibaldini italiani e donne spagnole. Storie di amore in un contesto di guerra”.
A Saragozza, si è svolto invece un corso dedicato a “Los Brigadistas Italianos en Aragón. Los otros transalpinos en la Guerra Civil española” promosso dall’Institución Fernando el Católico, ANPI Spagna, Cattedra di Memoria Democratica dell’Università di Saragozza, associazione España en Libertad, Ministerio de Politica Territorial y Memoria Democratica e AICVAS. Tenuto presso il Paraninfo dell’Università, il corso è stato diretto dai professori Alberto Sabio e Manuela Adamo. Puppini ha svolto la relazione sul ruolo giocato dai volontari italiani nel corso della battaglia di Caspe (marzo – primi di aprile 1938).
La battaglia di Caspe, e la seguente drammatica ritirata dalla città, è stata particolarmente complicata per la brigata Garibaldi, che era allora compiutamente italo – spagnola. Comandante era Arturo Zanoni, il primo di nomina governativa dopo il decreto di Prieto del settembre 1937 che inquadrava definitivamente le Brigate in seno all’Esercito Popolare. Viene accusato di aver perso Caspe ordinando al 1° ed al 4° battaglione di ritirarsi dalle immediate vicinanze della città sulla riva del Guadalupe, e di aver condotto la ritirata successiva, iniziata il 29 marzo dopo giorni di furiosi combattimenti, senza tenere conto degli ordini ricevuti. Viene degradato e sostituito, l’ordine forse mentre la brigata è fuori Nonaspe, anche se l’ordine ufficiale è del 9 aprile. Il commissario Battistata lo descrive come ormai demotivato e sfiduciato dai suoi uomini. Battistata però, sparisce assieme a Eloy Paradinas, nuovo comandante, ai primi di aprile; ora sappiamo che erano stati sorpresi dai franchisti durante un’ispezione e fucilati, ma la conferma ufficiale si avrà solo nei primi anni Cinquanta. Molti comandanti e commissari di battaglione vengono feriti gravemente e devono essere ritirati dal fronte, in primis Domenico Tomat, comandante del 1 battaglione.
Senza gli ordini (forse) errati di Zanoni, era possibile che la battaglia di Caspe avrebbe avuto un esito diverso? Sarebbe stato possibile organizzare una resistenza alla periferia della cittadina, o almeno gestire la ritirata successiva in modo meno caotico? Penso che sarebbe stato molto difficile, ma lo studio della battaglia, che si rivela una delle più interessanti per le dinamiche interne alla brigata, resta aperto a tutte le conclusioni.
Marco Puppini

